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Sei domande per Davide Zanichelli sull’intergruppo parlamentare “Valute Virtuali e Blockchain”

Cointelegraph Italia ha intervistato Davide Zanichelli, Deputato Movimento 5 Stelle alla Camera – Commissione VI Finanze, che ha proposto la creazione di un intergruppo parlamentare dal nome “Valute Virtuali e Blockchain”, con l’obiettivo di dar vita ad una strategia condivisa sia sul piano politico che istituzionale.

Nel corso della sua intervista, Zanichelli ha discusso dell’importanza di giocare d’anticipo come sistema Paese, di investire nella formazione delle nuove generazioni per acquisire le giuste competenze e conoscenze in materia di blockchain e criptovalute

Cointelegraph: Partirei con un approfondimento sull’iniziativa di costituire un intergruppo parlamentare per Valute Virtuali e Blockchain.

Davide Zanichelli: L’intergruppo è un insieme informale di parlamentari che hanno intenzione di dedicarsi a un tema specifico.

Personalmente da tempo sto approfondendo con alcuni colleghi selezionati il tema delle valute virtuali e della blockchain. Recentemente però, complice anche l’hype delle ultime settimane che ha acceso l’attenzione in molti parlamentari, ho deciso di proporre la costituzione di un intergruppo dedicato. L’iniziativa ha riscosso un discreto successo: più di venti, tra deputati e senatori da diversi schieramenti, si sono mostrati interessati.

L’obiettivo è quello di accrescere il livello di consapevolezza all’interno delle aule parlamentari e poter così affrontare i temi in modo più adeguato: questo farà sì che il nostro Paese possa affrontare la sfida, cogliendo le opportunità dell’innovazione nel campo delle rappresentazioni del valore.

Cointelegraph: Che ruolo ha l’Italia, come sistema Paese, nello sviluppo e nell’implementazione della tecnologia blockchain?

Davide Zanichelli: A partire dal settembre 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha aderito alla EU Blockchain Partnership; l’anno successivo ha avuto la presidenza di tale consesso comunitario.

Ma anche il riconoscimento dei registri distribuiti e degli smart contract, inseriti nel Decreto Semplificazioni del 2019, è senza dubbio un passo in avanti.

Dal punto di vista degli investimenti, il miliardo stanziato per il Fondo Nazionale per l’Innovazione è, e sarà, driver di ulteriori possibilità.
Ma non finisce qui, c’è ancora da fare chiarezza dal punto di vista fiscale nel settore delle valute virtuali e portare, nella pratica, l’adozione degli smart contract nella quotidianità dei professionisti.

Cointelegraph: Guardando l’altro lato della medaglia, quali sono i rischi a cui potremmo andare incontro se non si prendono in considerazioni le prospettive di sviluppo della blockchain?

Davide Zanichelli: L’Italia ha un enorme potenziale, dato principalmente dalle competenze dei cervelli e delle migliaia di ragazzi appassionati che hanno studiato e approfondito il settore, sia dentro che fuori le università.

Perdere il “treno” dello sviluppo di questa tecnologia significa perdere quell’opportunità che capita solo una volta ogni 50 anni, ovvero quando nasce quello strumento “dirompente” nella società e nell’economia, come fu con la nascita di Internet decenni orsono.

Ma in un contesto tecnologico così mutevole, il rischio è quello di compiere dei passi nella direzione sbagliata. Sappiamo benissimo che “le vie dell’Inferno sono lastricate di buone intenzioni”, ecco perché dobbiamo prima di tutto essere certi che, se si compie un passo, questo debba essere nella direzione giusta.

Cointelegraph: Tra i vari dubbi e perplessità sulla regolamentazione del settore crypto, c’è la questione delle tasse e della dichiarazione dei redditi. Come si sta muovendo l’Italia da questo punto di vista? Che cosa si dovrebbe fare?

Davide Zanichelli: Inizia ad esserci dibattito su questo settore. Anche se diversi vorrebbero un approccio totalmente libertario, penso sia sempre più urgente portare le basi di un perimetro di chiarezza sui temi fiscali, senza demandare tutto ciò alle risposte degli interpelli dell’agenzia delle entrate. Bisogna definire una cornice chiara all’interno della quale tutti, dall’early adopter all’impresa che eroga servizi, possano operare con serenità.

Cointelegraph: A causa della volatilità del prezzo di BTC, Bitcoin potrà mai essere utilizzato come valuta di riferimento?

Davide Zanichelli: Bitcoin è una valuta ancora molto giovane, e la scarsa quantità di token scambiati (ed è dagli scambi che si determina il valore) fa sì che con movimenti contenuti le oscillazioni siano notevoli. La magnitudo di tali oscillazioni, però, s’è via via ridotta negli anni. Qualora la blockchain di Bitcoin continuasse in futuro, non c’è ragione di pensare che tali oscillazioni non vadano a ridursi ulteriormente, grazie all’allargamento dell’adozione per lo scambio di beni e servizi oppure al suo utilizzo come valida riserva di valore.

Cointelegraph: Rivolgendosi ai giovani, quali consigli si sente di dare?

Davide Zanichelli: Leggere, approfondire e studiare. Come sempre il più grande e efficace investimento che ciascuno di noi può fare è su sé stessi. Ecco perché prima di spendere anche solo 10 euro per “comprare o vendere”, è molto meglio spendere un’ora per capire come funziona la blockchain.

E da lì, se c’è passione, si prosegue: così come nei decenni sono nate applicazioni digitali impensabili negli anni ‘80 e ‘90, generando una domanda di lavoro inimmaginabile, ritengo che nei decenni a venire la domanda di professionalità e competenze legate alla blockchain crescerà a dismisura.

Per ascoltare l’intervista a Davide Zanichelli, visita la sezione IGTV sulla nostra pagina Instagram @cointelegraphit.



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