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ripercorriamo la sua storia, dal blocco genesi all’adozione di Wall Street

Satoshi Nakamoto, il creatore sconosciuto di Bitcoin, ha rilasciato il primo client del network il 9 gennaio di 12 anni fa, mettendo ufficialmente in moto quella che è forse la più grande rivoluzione monetaria del XXI secolo.

Sei giorni prima, il 3 gennaio 2009, Satoshi aveva minato il blocco genesi, conosciuto come #0, introducendolo nel software. A differenza dei blocchi successivi nella catena, la ricompensa del blocco genesi non può essere spesa, in quanto solo le “monete” minate pubblicamente possono essere trasferite. Quindi il primo blocco, o #1, venne minato il 9 gennaio, dando realmente inizio al network come lo conosciamo oggi.

Satoshi annunciò la notizia alla mailing list dedicata alla crittografia con un link per scaricare Bitcoin 0.1.0 sulla piattaforma database di software open-source Sourceforge.

Bitcoin 0.1.0 era compatibile solo con il sistema operativo Windows. La prima versione del client con supporto per Linux è arrivata solo a dicembre 2009 con la pubblicazione di Bitcoin 0.2.0.

1.309 BTC

Meno di una settimana prima di rilasciare il primo client software, Satoshi ha minato il blocco genesi, avviando il network. Il 12 gennaio 2009, Hal Finney ha ricevuto la prima transazione di BTC in assoluto.

All’epoca, i primi utenti consideravano già la possibilità di creare valore monetario partendo da potenza di calcolo. Secondo Finney:

“La possibilità di generare monete oggi con qualche centesimo di tempo di calcolo potrebbe essere un’ottima scommessa.”

Il programmatore e appassionato di crittografia ha notoriamente previsto che Bitcoin sarebbe diventato la valuta di riserva globale e avrebbe raggiunto un prezzo di 10 milioni di dollari a moneta. Satoshi ha concordato con le aspettative ottimistiche di Finney, aggiungendo: “può aver senso averne un po’ nel caso in cui prenda piede.

Tuttavia, Bitcoin (BTC) ha ricevuto la sua prima valutazione ufficiale solo a ottobre 2009. Il New Liberty Standard, uno dei primi exchange di BTC, ha definito un prezzo di riferimento per Bitcoin fissato a 1.309 BTC per 1$.

Pizza, WikiLeaks e il congedo di Satoshi

In poco tempo, i primi miner si ritrovarono pieni di Bitcoin, mentre il network era ancora agli esordi. Alcuni crearono persino dei siti faucet per aiutare a promuovere una diffusione più ampia di BTC.

A maggio 2010, Laszlo Hanyecz ha cementato per sempre il suo posto nella storia di Bitcoin, pagando 10.000 BTC per due pizze in ciò che molti considerano la prima transazione di Bitcoin nel “mondo reale.” 

WikiLeaks, tagliato fuori da ogni fonte di finanziamento, si rivolse a Bitcoin dopo che alcuni tra i primi utenti hanno incoraggiato Julian Assange a considerare l’adozione di BTC. Satoshi ha sconsigliato il piano, sostenendo che un legame con WikiLeaks avrebbe causato problemi al progetto nascente.

L’appello di Satoshi ad Assange è stato uno degli ultimi messaggi digitali del creatore di Bitcoin prima di uscire completamente di scena.

Silk Road e l’espansione del mining

Nel 2011, Bitcoin si era evoluto da un’iniziativa strettamente cypherpunk per arrivare nel regno degli anarchici e dei proponenti del libero mercato. Silk Road, l’ormai defunto marketplace sul darknet, è apparso con BTC come un metodo di pagamento popolare per il traffico illecito di stupefacenti e altre sostanze proibite.

Per quanto riguarda il prezzo, Bitcoin aveva raggiunto il traguardo di 1$ mentre l’attenzione iniziava a diffondersi nella più ampia comunità tecnologica. A metà 2011, Bitcoin era a 30$, ma il furto di 25.000 BTC dall’account di un utente di slushpool causò un grande crollo.

Anche il mining di Bitcoin si stava evolvendo; i normali computer non erano più in grado di fornire abbastanza hash power per proteggere il network allargato. Le unità di elaborazione grafica e i field-programmable gate array entrarono in scena per fornire capacità di mining più efficienti in Bitcoin.

Mt. Gox, l’adozione tecnologica e i nativi crypto

Jed McCaleb, fondatore di Stellar, creò nel 2010 l’exchange di Bitcoin Mt. Gox. Nel 2013, la piattaforma gestiva oltre il 70% degli scambi globali di BTC. Mt. Gox sembrava troppo grande per poter fallire, ma così è stato quando degli hacker hanno rubato circa 850.000 BTC tra il 2011 e il 2014. Le notizie relative ai furti hanno causato un altro grande crollo del prezzo di Bitcoin.

Nel frattempo l’adozione tecnologica era in crescita, portando alla nascita di dispositivi di archiviazione per BTC come Elliptic. Il grande exchange di criptovalute statunitense Coinbase fece il suo ingresso nel settore, raccogliendo 25 milioni di dollari in finanziamenti.

Sul fronte normativo, il periodo tra il 2013 e il 2014 ha segnato l’inizio dell’attenzione su Bitcoin da parte di vari governi. La banca centrale cinese ha proibito alle banche del paese di agevolare transazioni BTC, mentre il governo statunitense ha venduto all’asta circa 29.000 BTC sequestrati dagli operatori di Silk Road.

Nel 2015 emersero alcuni importanti progetti altcoin come Ethereum, che tentavano di correggere alcuni difetti percepiti nel protocollo di Bitcoin. Anche il mining fece un passo avanti con l’introduzione degli application-specific integrated circuits e l’ascesa del mining di Bitcoin industriale.

Ad agosto 2017, il mancato raggiungimento di un consenso sul limite delle dimensioni del blocco portò a una divisione della blockchain e alla conseguente creazione di Bitcoin Cash (BCH). Tuttavia, l’anno è molto più noto per la bull run di Bitcoin; tra gennaio 2017 e metà dicembre, il prezzo della criptovaluta è aumentato di quasi 20 volte, sfiorando il traguardo dei 20.000$.

Macro hedge fund, corporazioni e il resto del gregge istituzionale

Al rialzo di Bitcoin verso i 20.000$ nel 2017 fece immediatamente seguito un crollo considerevole e prolungato concluso a 3.800$ agli inizi del 2018. Il bear market sarebbe durato per il resto dell’anno, mentre diversi sostenitori indicavano l’adozione istituzionale come il prossimo passo nell’evoluzione di Bitcoin.

Nonostante il lungo bear market, i fondamentali di Bitcoin continuavano a migliorare. A metà 2019, l’hash rate del network ha raggiunto 70 exahash al secondo, più di 10 volte il numero di granelli di sabbia sul pianeta. Anche i derivati su Bitcoin iniziarono a fiorire nel settore, introducendo contratti future e di opzione, mentre società mainstream come Fidelity annunciavano piani per soluzioni di custodia dedicate a Bitcoin.

Nel 2020, Bitcoin sembrava essere diventato il beniamino degli investitori istituzionali, con hedge fund e corporazioni in cerca di un’esposizione diretta a BTC. Alcune società quotate hanno persino aggiunto Bitcoin al proprio bilancio, adottando la principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato come un asset di riserva nella propria tesoreria con l’obiettivo di proteggersi da ricorrenti politiche di svalutazione nelle principali economie.

A fine 2020 Bitcoin ha sorpassato i 20.000$, ma non si è fermato qui. Altre notizie di investimenti in BTC da parte di grandi aziende hanno spinto il prezzo in un’altra crescita parabolica nonostante la correzione del 50% nel Q1 2020 durante il sell-off iniziale dovuto alla pandemia di COVID-19.

Cosa riserva il futuro a Bitcoin?

Sono passati pochi giorni dall’inizio del 2021, ma Bitcoin ha già raggiunto i 42.000$, il doppio della famosa cifra toccata nel 2017. Nei 12 anni successivi al lancio del primo client di Bitcoin da parte di Satoshi, il network e l’ecosistema si sono evoluti diffondendosi ben oltre la scena dei cypherpunk fino ad attirare l’attenzione di Wall Street.

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In questo periodo, giocatori d’azzardo, venditori di stupefacenti sul darknet, cittadini di stati falliti, “techpreneur,” hedge fund, LLC e investitori ordinari hanno utilizzato la criptovaluta più popolare al mondo. Forse, l’adozione da parte dei governi è il prossimo passo, e Bitcoin potrebbe diventare la valuta di riserva di una grande potenza mondiale. Satoshi sarebbe soddisfatto di un tale risultato?



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Cos’é l’IronKey? – The Cryptonomist

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