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Ricercatore mina nuovamente i blocchi di Satoshi per scoprire i suoi segreti

Sergio Dermian Lerner, ricercatore noto per aver analizzato i pattern di mining della prima persona che estrasse Bitcoin (BTC), ha rivolto la propria attenzione ai blocchi Bitcoin minati da Satoshi Nakamoto.

Lerner ha reso disponibile a Cointelegraph un’anteprima dei risultati dei suoi studi. La ricerca si basa sul pattern irregolare del Least-Significant-Byte (LSB) del nonce del blocco.

Nel mese di giugno, Lerner ha pubblicato un post sul suo blog riprendendo un suo precedente lavoro, che risale al 2013. Secondo Lerner, per ragioni ignote, Satoshi non aveva minato nulla nei primi 5 minuti di intervallo tra i blocchi.

Altri ricercatori hanno poi ampliati lo studio di Lerner: TechMiX ha dimostrato che tutti i blocchi minati da Satoshi possono essere raggruppati in cinque insiemi, basati sulla distribuzione di frequenza dei valori del nonce LSB.

 

Valore del Nonce LSB. Fonte: TechMix

Il nonce cresce ad ogni nuovo tentativo di risolvere il problema di mining. Sembra quindi che l’attrezzatura di Satoshi non stesse utilizzando tutto lo spazio disponibile per il nonce, concentrandosi quindi su di un range limitato. L’ultima ricerca di Lerner invece indica che Satoshi stesse volutamente diminuendo il valore del nonce:

“Il re-mining fa emergere una tendenza notevole dell’algoritmo di mining di Patoshi nello scegliere nonce più grandi al momento della ricerca del nonce intermedio. Questo suggerisce che il nonce diminuiva, al contrario di quanto previsto dalla versione del client Satochi 0.1.”

Ciò porta ad una conclusione molto interessante, che potrebbe chiudere una volta per tutte il dibattito su quali macchine avesse utilizzato Satoshi Nakamoto:

“A fronte della diminuzione dello squilibrio dei nonce durante l’analisi combinata di due subrange, sembra che Patoshi stesse cercando il nonce parallelamente in 5 subrange, ma sequenzialmente in ognuno di loro. Questo contraddice la teoria per cui Patoshi avrebbe creato la prima mining farm di 50 computer indipendenti (o un sistema equivalente di elevata potenza) e avvalora le speculazioni di chi ritiene che Patoshi utilizzasse in multi-threading una CPU molto potente.”

Se Lerner avesse ragione, acquisterebbe maggior peso l’ipotesi che Satoshi Nakamoto fosse una singola persona e non un team. Inoltre, sarebbe l’ennesima smentita delle teorie di Craig Wright come creatore di Bitcoin, dato che Wright ha sostenuto diverse volte di aver utilizzato decine di computer per minare i primi blocchi.

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