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Quattro domande per Paolo Ardoino, CTO di Bitfinex e Tether

Cointelegraph Italia ha intervistato Paolo Ardoino, Chief Technology Officer dell’exchange di criptovalute Bitfinex e della stablecoin Tether. Ha spiegato le motivazioni dietro alla creazione di USDT, nonché svelato i futuri sviluppi del progetto.

Cointelegraph: Qual è la differenza fra criptovalute e stablecoin? Quali sono i rispettivi punti di forza e di debolezza?

Ardoino: “Sicuramente uno dei maggiori punti di forza delle stablecoin è la facilità di utilizzo da parte di chi non conosce il mondo crypto. Quando ci interfacciamo con persone non esperte di questo settore o che non hanno esperienza con tale tecnologia, presentare loro un asset volatile come Bitcoin – ricordiamo che tra il 12 e il 13 marzo 2020 il prezzo di BTC è improvvisamente crollato del 50% – non è affatto facile: a volte non comprendono nemmeno il meccanismo alla sua base.

Con le stablecoin il discorso è diverso, perché nascono come sistema a supporto di coloro che vogliono entrare nel mondo crypto: possono prendere i dollari che hanno in banca, trasformarli in stablecoin e poi cominciare ad utilizzare il wallet. Da qui magari il passo successivo sarà comprare Bitcoin o Ethereum. Sanno sempre di poter tornare ad una valuta che è fissa, non soggetta ad alcun rischio di volatilità.

Ritengo che le stablecoin siano lo strumento più semplice per chi si approccia per la prima volta alle criptovalute: sono propedeutiche al mondo delle crypto.

Il concetto di stablecoin è stato introdotto nel 2014 da Tether, al fine di risolvere il problema dell’efficienza dei mercati. Nel mondo del trading tradizionale, sia le azioni che i dollari si trovano sulla stessa piattaforma, oppure possono essere facilmente spostati tra più piattaforme: la velocità di movimento dei dollari e delle azioni è la medesima. Tale azione può richiedere un’ora oppure un giorno, ma i canali del mondo finanziario tradizionale sono gli stessi e quindi la velocità del settlement è uguale.

Nel 2013 Bitcoin stava iniziando ad avere un sacco di seguito: fu il primo anno in cui BTC superò i 1.000$. Ma si verificò un problema: tra le varie piattaforme crypto c’era una discrepanza di prezzo enorme. Nei mercati tradizionali questa discrepanza viene risolta dagli arbitraggisti, ma nel mercato crypto risolvere questo gap era complicato prima dell’arrivo di Tether. Era difficile spostare BTC da una piattaforma all’altra perché il block time è di circa 10 minuti: c’era troppa discrepanza di tempo, per fare arbitraggio servono i dollari.

Per un mercato evoluto, è necessario che il prezzo di Bitcoin sia allineato su tutte le piattaforme. È per questo che abbiano creato un dollaro sintetico che funziona esattamente come BTC: Tether.

Ma le stablecoin presentano anche degli svantaggi: sono centralizzate, perché per forza di cose se hai un conto bancario sei soggetto a determinate regolamentazioni. Esistono anche stablecoin decentralizzato, che utilizzano stablecoin centralizzate come collaterale; tuttavia, se oltre il 50% del collaterale è costituito da una stablecoin centralizzata, in questo modo non si risolve veramente il problema. 

C’è poi anche il timore di potenziali azioni di controllo esterne, che vanno un po’ contro l’ethos di Bitcoin, ovvero restituire alle persone il possesso della propria ricchezza. Bitcoin permette a chiunque di essere la propria banca, a patto che si mantenga la criptovaluta all’interno di un wallet privato. Tuttavia, per far sì che le persone comincino ad approcciarsi al mondo di Bitcoin, per il momento è necessario passare per i dollari o per le stablecoin.”

Cointelegraph: Quali saranno i prossimi sviluppi di Tether?

Ardoino: “Il mondo crypto rimarrà sempre il nostro focus, anche se ora stiamo lavorando per spostarci fuori da questo ecosistema. Le stablecoin sono soluzioni efficienti per tutte le transazioni, che ad oggi vengono effettuate perlopiù tramite carte di credito. Utilizzare stablecoin nell’ecosistema e-commerce offre alcuni grandi vantaggi: riduzione degli intermediari, semplificazione della custodia e accelerazione della conversione fra vari asset.”

Cointelegraph: Recentemente, un numero in continua crescita di aziende ha espresso interesse verso il mondo crypto. Come giudica l’ingresso dei grandi player nel settore?

Ardoino: “Queste aziende cominciano a capire l’importanza di uno strumento come Bitcoin, ma avrei preferito un loro ingresso soltanto fra qualche anno così da dare più tempo agli investitori di accumulare BTC a prezzi più bassi.”

Cointelegraph: Spesso ci chiedono come fare per lavorare nel mondo crypto. In qualità di CTO sia di Bitfinex che di Tether, quali sono le caratteristiche della sua figura professionale? Cosa bisogna studiare o fare per ricoprire una posizione simile?

Ardoino: “Il mondo crypto è precursore dello smart working, si tratta di un settore dove bisogna coprire le 24 ore. Credo che ad oggi sia una delle industrie più interessanti in cui provare a fare carriera. Un’azienda che opera nel mondo crypto, come come Bitfinex, ha bisogno delle ‘normali’ figure professionali che compongono qualsiasi altra società: dal marketing alla parte amministrativa, fino alla gestione dei clienti. Quindi, invito tutti a considerare il mondo crypto una grande opportunità lavorativa.”

Ardoino ha poi concluso l’intervista sottolineando l’importanza di Bitcoin, lodando chi ci ha creduto fin dall’inizio e ha persino creato aziende sulla base di questa fiducia. Ha inoltre invitato la community ad andare oltre la parte puramente economica e speculativa di BTC, e a focalizzarsi invece sulla sua filosofia di decentralizzazione e disintermediazione.

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