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Quale sarà il futuro di Internet e della libertà di parola? Il parere di Bradley Kam

Bradley Kam, cofondatore di Unstoppable Domains, ritiene che né i disegni di legge volti a limitare la criptazione dei dati né i colossi della tecnologia rappresentino una reale minaccia per il futuro di Internet. Al contrario, a suo parere sia i governi che le grandi aziende stanno involontariamente contribuendo a inaugurare una nuova era di decentralizzazione:

“Fino a qualche anno fa si pensava che Internet stesse tutto sommato funzionando abbastanza bene, ma ora questa opinione sembra essere quasi del tutto scomparsa. E vi sono vari motivi per questo: le leggi contro la criptazione dei dati, oppure il fatto che Barack Obama è stato hackerato su Twitter. […]

Quindi penso che, generalmente parlando, più i monopoli tecnologici abuseranno del loro potere e maggiore sarà la spinta verso una tecnologia decentralizzata per il Web.”

A suo parere infatti in futuro esisteranno dozzine di DApp simili a Facebook, in competizione fra loro. Uno dei principali punti di differenziazione sarà proprio il diverso modo in cui gestiranno la libertà di parola:

“In questo momento, se Facebook decidesse di filtrare le tue parole, praticamente scompariresti. Spariresti da Internet, non avresti scelta. È pertanto Facebook a definire la definizione di libertà di parola… in pratica, è la fine della libertà di parola.

Ma in futuro esisteranno 40 Facebook differenti, ognuno con linee guida diverse sui limiti che la libertà di parola può e non può superare. Se venissi filtrato da una di queste piattaforme, potrei facilmente trasferirmi su un’altra.”

Ritiene che una scelta così ampia potrebbe, almeno in un primo momento, portare a uno stato di profondo caos. Ma si tratta di un passo essenziale per garantire il futuro della libertà di parola:

“Internet diverrà molto caotico, vi saranno dozzine di versioni della stessa piattaforma coesistenti allo stesso tempo. Ma fra queste ve ne sarà anche una che proteggerà la libertà di parola e contemporaneamente riuscirà a filtrare i contenuti a cui il 99,999% di noi si oppone.

Non bisogna tuttavia dimenticare il motivo per cui Facebook, Twitter, Instagram e Google hanno di fatto ottenuto il monopolio di Internet: l’effetto network. Più persone si uniscono a una data piattaforma e più attraente questa diventa. In altre parole, un nuovo social network simile a Facebook non potrebbe realisticamente competere con l’originale, anche nel caso in cui offrisse tecnologie e funzionalità migliori.

Ecco perché la popolarità di cloni decentralizzati come Steem non va oltre le cerchie ristrette del mondo crypto. Pertanto, affinché i “40 Facebook” citati da Kam riescano a sconfiggere l’originale, tali piattaforme dovrebbero essere interoperabili.

Recentemente Unstoppable Domains ha introdotto alcune interessanti funzionalità, come dChat e Unstoppable email.

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