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Netflix potrebbe investire in bitcoin

Secondo Tim Draper, Netflix potrebbe essere la prossima grande azienda ad investire in bitcoin.

Infatti, durante l’ultimo episodio di The Unstoppable Podcast intitolato “Costruire in mondo più libero su blockchain”, il noto investitore ha risposto ad una domanda del co-fondatore e CEO di Unstoppable Domains, Matthew Gould, in merito a quale potrebbe essere la prossima azienda Fortune 500 ad aggiungere bitcoin al proprio bilancio.

Draper solitamente non è avido di previsioni, pertanto dopo averci pensato un attimo ha detto che ritiene che potrebbe essere un’azienda con un fondatore innovativo, ma non Facebook, per le questioni in corso tra l’azienda ed il governo americano. 

Ritiene infatti che bitcoin potrebbe fornire una copertura dai rischi inflattivi dei cosiddetti “funny money dollars”, ed a questo punto gli è venuto in mente che il fondatore di Netflix, Reed Hastings, potrebbe essere il candidato ideale per fare una scelta simile. 

Draper dice che Hastings è una persona molto innovativa, con molte idee creative, e visto che è ancora lui a detenere il potere in azienda, questo potrebbe consentirgli di prendere una decisione come quella di investire parte del cash in BTC.

Non solo Netflix: gli altri che potrebbero investire in Bitcoin

Poi però ha poi anche aggiunto che Google potrebbe fare qualcosa, ma ritiene più probabile che aziende come Google, Facebook o Apple preferiscano creare delle loro monete centralizzate, piuttosto che affidarsi a bitcoin. 

Tuttavia ritiene anche che Amazon potrebbe decidere presto di accettare bitcoin come metodo di pagamento, visto anche che ad oggi è già possibile utilizzare BTC per fare acquisti su Amazon utilizzando funzionalità di terze parti che convertono istantaneamente i bitcoin in valuta fiat. 

Draper però aggiunge anche un’altra considerazione in merito agli investimenti in bitcoin come possibile copertura dei rischi inflattivi. 

Infatti ritiene che i fondi pensione, o coloro che gestiscono soldi altrui, potrebbero decidere di investire in BTC sempre proprio come forma di copertura dai rischi di inflazione, e visto che sono costretti giocoforza ad osservare l’evoluzione dei mercati, per individuare dove possano essere guadagni o perdite potenziali. 

A tal proposito cita Blackrock, ma soprattutto Fidelity, che è già attiva da tempo sul mercato crypto e che ha una partnership proprio con il figlio di Tim Draper, Adam. 

A dire il vero il profilo aziendale descritto da Draper come potenziale investitore in bitcoin si addice anche a molte altre aziende, oltre a Netflix, sebbene in genere siano molto più piccole e soprattutto molto meno note.




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