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L’Unione Europea ha rilasciato una bozza di regolamentazione per DeFi e stablecoin

Nel mondo crypto, è successo diverse volte che durante l’autunno le autorità di regolazione imponessero nuove normative. Per quanto sia un anno senza precedenti, il 2020 non fa eccezione rispetto a questa tendenza, ed infatti la tensione è alta su entrambe le sponde dell’Atlantico: mentre i mercati stavano ancora elaborando le notizie che venivano dalla Commodity Futures Trading Commission degli Stati Uniti, che ha messo sotto indagine l’exchange di derivati crypto BitMEX, la Financial Conduct Authority, il regolatore finanziario britannico, ha deciso di proibire agli investitori retail di utilizzare i derivati crypto.

Il fitto ciclo di notizie ha in qualche modo attenuato l’impatto di un’altra “bomba” regolatoria lanciata una settimana prima e destinata ad avere importanti e duraturi effetti sul sistema finanziario globale: la proposta di legge dell’Unione Europea per i mercati crypto. 

Il quadro normativo è stato progettato per fornire chiarezza alle imprese che offrono servizi di finanza digitale ai residenti dello Spazio Economico Europeo. Avrà conseguenze notevoli per i due trend crypto che hanno dominato la narrazione del settore per gran parte del 2020: le stablecoin e la DeFi. Cosa cambierà, quindi? 

Le stablecoin minano la stabilità? 

Al momento la bozza, nota come “Regolamento dei mercati degli asset crypto” (MiCA), è una proposta presentata dalla Commissione Europea, il ramo esecutivo dell’UE: prima di diventare una legge dell’Unione dovrà affrontare ancora un processo legislativo piuttosto lungo, il che significa che potrebbero passare mesi o persino anni prima che le nuove regole entrino in vigore. 

Il testo dimostra che le stablecoin, chiamate nel documento “asset-referenced token” ed “e-money token”, sono una delle principali priorità dei legislatori europei: Il MiCA individua per questa classe di asset un quadro normativo su misura. 

Secondo la proposta di legge, gli emittenti di stablecoin dovranno essere registrati come persona giuridica in uno degli Stati membri dell’UE: inoltre, ci sono altri requisiti in merito alla composizione del capitale, ai diritti degli investitori, alla custodia degli asset, alla disclosure delle informazioni e agli accordi di governance. 

Albert Isola, ministro per i servizi digitali e finanziari di Gibilterra, ha spiegato a Cointelegraph che la ragione dell’attenzione della Commissione Europea verso le stablecoin è dovuta alla preoccupazione per la stabilità finanziaria dell’Eurozona: 

“Le stablecoin sono considerate da molti una forma di pagamento digitale che offre una notevole inclusione finanziaria ed un metodo molto efficiente per il trasferimento di fondi. Sono inoltre ritenute un potenziale rischio per la stabilità e l’integrità finanziaria, in quanto potrebbero minare l’efficacia delle politiche monetarie. Sembrerebbe logico che l’Unione Europea non permetta a nessuno, al di fuori dalla Banca Centrale Europea, di emettere un euro elettronico.”

Isola ha menzionato che alcuni progetti “disruptive”, come la futura stablecoin Libra, hanno il potenziale di decentralizzare in modo significativo il controllo delle valute. 

Seamus Donoghue, vice president for sales and business development presso Metaco, impresa fornitrice di infrastrutture per la finanza digitale, ha citato l’impressionante crescita del mercato delle stablecoin negli ultimi mesi. Questo ha probabilmente attirato l’attenzione normativa, che lui definisce una “risposta positiva“:

“Il market cap della sola stablecoin USDC è aumentato del 250% nel 2020, da 520 milioni di dollari a 1,86 miliardi di dollari, con una significativa accelerazione della crescita negli ultimi due mesi. Le autorità di regolamentazione hanno senza dubbio anche osservato che, sebbene la classe di asset rimanga minoritaria rispetto alle forme di pagamento tradizionali, essa potrebbe avere un impatto enorme sulle banche regolamentate e sugli incumbent dei pagamenti.”

Lo spettro di Libra si aggira per l’Europa

Secondo Konstantin Richter, CEO e fondatore di Blockdaemon, società di infrastrutture blockchain, il livello di preoccupazione dei massimi funzionari europei nei confronti delle stablecoin è dimostrata dal fatto che, all’inizio di settembre, “i ministri delle finanze di Germania, Francia, Italia, Spagna e Paesi Bassi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si sottolineava che le operazioni in stablecoin effettuate nell’Unione Europea dovevano essere sospese fino a quando non fossero state affrontate le relative sfide legali, regolamentari e di supervisione“.  

Richter ha aggiunto che alcune delle figure più importanti della politica finanziaria europea, come il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz, hanno fatto pressioni per introdurre il nuovo quadro normativo. 

La maggior parte degli esperti che hanno parlato con Cointelegraph ha citato la stablecoin Libra, progetto di Facebook, come punto di partenza nel ragionamento della Comunità Europea in merito ai pericoli e alle opportunità che la classe di asset presenta. 

MiCA si apre con una nota esplicativa che discute di come il mercato degli asset crypto sia ancora troppo “modesto” per rappresentare una seria minaccia alla stabilità finanziaria; tuttavia, i regolatori ammettono che le cose potrebbero cambiare con l’avvento delle “global stablecoin, che cercano di raggiungere un’adozione più ampia incorporando caratteristiche volte a stabilizzare il loro valore e sfruttando gli effetti di rete derivanti dalle aziende promotrici di questi asset“. Fino ad oggi c’è un unico progetto stablecoin che rientra nell’ambito di questa descrizione: Libra. 

Mattia Rattaggi, presidente del consiglio di amministrazione di FICAS AG, società svizzera che gestisce investimenti crypto, ha affermato che le stablecoin sono l’applicazione della tecnologia blockchain con la più alta probabilità di avere un grande impatto sul mercato, cosa di cui le autorità di regolamentazione sono ben consapevoli: 

“Le stablecoin hanno attirato l’attenzione delle autorità di regolamentazione più di 12 mesi fa con la presentazione del progetto Libra da parte di Facebook, e da allora sono state seguite da vicino dal pubblico e dai regolatori di tutto il mondo. Le autorità si stanno rendendo conto che le stablecoin sono destinate ad aumentare l’efficienza del sistema dei pagamenti, in particolare quello internazionale, e a promuovere l’inclusione finanziaria.”

Per evitare che la stabilità monetaria dell’area euro possa essere disturbata, la proposta del MiCA prevede requisiti di conformità ancora più severi per gli emittenti di stablecoin ritenuti maggiormente “significativi“. I criteri per stabilire se un’azienda è significativa o meno comprendono il numero dei clienti, il market cap, il volume delle transazioni e persino “il volume delle attività transfrontaliere degli emittenti e l’interconnessione con il sistema finanziario“. 

Cattive notizie in arrivo per la DeFi? 

Le stablecoin alimentano in gran parte un altro vasto settore dell’attività finanziaria crypto: una serie di applicazioni e protocolli diversificati che esistono sotto il medesimo cappello definito “finanza decentralizzata”. Data la severità dei requisiti proposti per le stablecoin, è evidente quante complicazioni potrebbero occorrere se, ad esempio, la maggior parte della liquidità bloccata in un certo protocollo decentralizzato fosse costituita da una stablecoin non conforme agli standard MiCA. 

Un’altra importante fonte di incertezza è il requisito della personalità giuridica, imposto a tutti i fornitori di servizi legati agli asset crypto (CASP) che richiedono l’autorizzazione ad operare nell’UE: inoltre, viene imposta l’apertura di un ufficio in almeno uno degli Stati membri. Rimane da vedere se le autorità europee tratteranno le singole applicazioni DeFi come CASP, ma se questo fosse il caso, i team di sviluppo che gestiscono i protocolli DeFi potrebbero essere costretti a trovare soluzioni che poco hanno a che fare con la parola “decentralizzazione”. 

Rispondendo alla bozza, i membri dell’International Association for Trusted Blockchain Applications hanno espresso le loro preoccupazioni in merito al fatto che il MiCA potrebbe impedire del tutto ai residenti europei di partecipare ai mercati DeFi. 

Martin Worner, Chief Operating Officer e vice presidente di Confio, società fornitrice di tool blockchain, ritiene che i problemi di conformità potrebbero essere risolti implementando meccanismi di governance on chain su misura per i vari quadri normativi: 

“[Ciò potrebbe essere] realizzato all’interno di un quadro normativo in cui le istituzioni possano sviluppare strumenti DeFi pienamente operativi nelle loro giurisdizioni. Così come esistono in diversi Paesi delle regole in merito a come le imprese effettuano i trasferimenti transfrontalieri, lo stesso vale per la blockchain.”

Elsa Madrolle, international general manager della società di sicurezza blockchain CoolBitX, ha dichiarato a Cointelegraph che quando MiCA diventerà legge, probabilmente il panorama DeFi verrà significativamente trasformato, proprio come le ICO sono cambiate rapidamente dopo il boom iniziale. A quel punto, secondo Madrolle “i requisiti imposti ai progetti DeFi per operare nell’UE saranno abbastanza chiari.” 

Madrolle pensa che, di conseguenza, i progetti DeFi si divideranno in due categorie: regolamentati e non regolamentati. La grande domanda sarà se il resto del mondo si allineerà o meno al quadro normativo europeo. 

Nathan Catania è partner di XReg Consulting, una società di regolamentazione e di policy che ha recentemente pubblicato un’analisi della bozza di proposta. Egli spera che sarà possibile per le imprese DeFi conformarsi ai requisiti MiCA senza trasformarsi totalmente:

“Credo che un progetto sufficientemente decentralizzato e che non fornisce servizi su base professionale a terzi non possa essere considerato un CASP. Ciò premesso, ritengo che ci sia ancora spazio per progetti DeFi.”

Oggi molti protocolli DeFi sono ben lungi dall’essere completamente decentralizzati. La battaglia su quale sia il giusto livello di decentralizzazione è ancora principalmente ideologica e viene combattuta solo all’interno della “bolla” del mondo crypto. Il giorno in cui i regolatori si uniranno a questo dibattito, però, sembra avvicinarsi, e ci saranno sicuramente alcune implicazioni molto rilevanti per le imprese del settore. 

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