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L’open interest da 13 miliardi di dollari dei future su Bitcoin indica un forte ottimismo tra i trader

Il prezzo di Bitcoin (BTC) ha recuperato il 27% a soli tre giorni dal test del supporto a 31.000$, e ieri i rialzisti hanno toccato di nuovo il livello dei 40.000$.

Questa rapida ripresa si è verificata nonostante la più grande liquidazione complessiva di long in un singolo giorno, che ha spazzato via 1,5 miliardi di dollari dagli order book. Curiosamente, i trader di contratti future sembrano essere tornati ancora più decisi.

Dopo un evento di liquidazione di tale portata, un maggiore interesse da parte dei trader di future è in un certo senso inaspettato, ma gli investitori professionisti sono abili nel coprire posizioni ed eseguire complesse strategie che coinvolgono le opzioni.

Per valutare l’impatto delle recenti liquidazioni e comprendere meglio come questi trader di future sono posizionati, dobbiamo iniziare analizzando l’open interest. Grandi contrazioni in questo parametro potrebbero suggerire che i trader sono stati colti di sorpresa e attualmente sono restii ad aggiungere posizioni.

Open interest aggregato dei future su BTC
Open interest aggregato dei future su BTC. Fonte: Bybt.com

Come indicano i dati riportati sopra, il 14 gennaio l’open interest dei future su BTC ha raggiunto un massimo storico a 13 miliardi di dollari, una crescita del 74% rispetto al mese precedente.

Per chi non ha familiarità con i contratti future, compratori e venditori sono sempre abbinati. Ogni contratto long scommette su un ulteriore rialzo ed è stato scambiato con una o più entità disposte ad aprire uno short.

I mercati dei future sono sopravvissuti al crash test

La rapida ripresa di Bitcoin dal suo recente minimo indica due alternative: o i trader hanno una grande tolleranza al rischio e quindi non sono influenzati da queste ampie oscillazioni del prezzo, o la maggior parte di questa attività è composta da operazioni di copertura e arbitraggio.

Le strategie di copertura vengono utilizzate per fornire protezione ai trader. Ad esempio, vendere contratti future e allo stesso tempo mantenere una più grande posizione su BTC in un cold wallet. Invece, le strategie di arbitraggio implicano un’esposizione direzionale minima o nulla, quindi le oscillazioni dei prezzi non influenzano la performance di trading. I trader possono vendere contratti future su BTC a lungo termine e al tempo stesso comprare contratti perpetui, con l’obiettivo di trarre vantaggio da eventuali distorsioni del prezzo.

Il modo migliore per capire se le operazioni direzionali e le scommesse con leva hanno dominato la scena è analizzare il premium dei future e il funding rate dei future perpetui.

Questi indicatori tendono a oscillare profondamente durante variazioni inaspettate del prezzo se il movimento è stato spinto da operazioni con leva finanziaria. Al contrario, i parametri rimangono relativamente stabili se i trader non hanno esposizione direzionale e stanno quindi attuando prevalentemente strategie di copertura e di arbitraggio.

Il funding rate dei future perpetui si è mosso a malapena

I contratti perpetui, noti anche come inverse swap, presentano un tasso integrato, che solitamente varia ogni otto ore. Quando i compratori (long) sono il versante che richiede più leva finanziaria, il funding rate diventa positivo. Quindi, saranno loro a pagare le commissioni. Questo ha particolare importanza durante le bull run, periodi caratterizzati in genere da una maggiore domanda di posizioni long.

Funding rate dei future perpetui su BTC
Funding rate dei future perpetui su BTC. Fonte: NYDIG Digital Assets Data

Come mostrato sopra, dal 5 gennaio il funding rate è rimasto tra lo 0% e il 2%, indicando l’assenza di anomalie. Nel caso di eventuali momenti di panico tra i trader dei contratti perpetui, il tasso si sarebbe spostato verso il territorio negativo, e chi scommette sul ribasso (short) avrebbe iniziato a pagare i costi.

Il funding rate settimanale medio dell’1% sembra estremamente modesto considerando il rally del 74% di Bitcoin nelle ultime tre settimane.

Il premium dei future su BTC a 3 mesi è ancora alto

I contratti future con date di scadenza fisse tendono ad essere dominati da trader professionisti. Quindi, misurando quanto i future sono più costosi rispetto al regolare mercato spot, è possibile valutare quanto sono rialzisti.

In genere i future con scadenza a 3 mesi presentano un premium del 2% o superiore rispetto agli exchange spot. Questo equivale a un rendimento annualizzato dell’8%, che può anche essere interpretato come un tasso d’interesse, in quanto il venditore sta posticipando il regolamento.

Quando questo indicatore si avvicina allo zero o diventa negativo, è un segnale d’allarme. Una situazione di questo tipo, conosciuta anche come backwardation, indica che il mercato sta diventando ribassista.

Premio dei future su BTC a 3 mesi vs. mercati spot
Premium dei future su BTC a 3 mesi vs. mercati spot. Fonte: NYDIG Digital Assets Data

Il grafico riportato sopra mostra che l’indicatore ha mantenuto un minimo del 4%. Un premium del 5% corrisponde al 21% annualizzato, un tasso più alto di gran parte dei rendimenti offerti dalle applicazioni della finanza decentralizzata sui depositi di stablecoin.

Quindi, l’indicatore sta flirtando con livelli ipercomprati, indicando ottimismo da parte dei trader professionisti. Questi dati rappresentano un segnale positivo, in quanto le recenti oscillazioni improvvise non hanno ridotto il loro appetito.

Al momento, è chiaro che la recente volatilità non ha messo in fuga i trader di derivati. Inoltre, l’open interest dei future in crescita e il premium dei contratti a 3 mesi indicano l’assenza di grandi scommesse su una battuta d’arresto e la notevole fiducia nel mercato.

Le idee e le opinioni espresse in questo articolo appartengono unicamente all’autore e non riflettono necessariamente i punti di vista di Cointelegraph. Ogni investimento e operazione di trading comporta dei rischi. Dovresti condurre una ricerca propria quando prendi una decisione.



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