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L’autorità di regolazione nigeriana fornisce una prima definizione di asset digitale

La Securities and Exchange Commission (SEC) della Nigeria ha emanato una definizione ufficiale per asset digitali. 

In un comunicato del 14 settembre, la SEC ha chiarito cosa sia un token e una moneta nell’ambito dei mercati finanziari del Paese. La commissione ha dichiarato che questi beni digitali, che forniscono “opportunità di investimento alternative“, sarebbero stati classificati in quattro diverse categorie per garantire una migliore supervisione normativa. 

In particolare, la SEC ha dichiarato:

“I crypto asset virtuali sono titoli, a meno che non venga dimostrato il contrario. L’onere di provare che gli asset crypto proposti per l’offerta non sono titoli, e quindi non rientrano nella giurisdizione della SEC, è posto a carico dell’emittente o dello sponsor di tali asset”. 

Secondo l’annuncio, l’autorità di regolamentazione nigeriana registrerà e approverà tutti i beni digitali, trattando le criptovalute e gli utility token come merci. La SEC ha tuttavia sottolineato che non sarà responsabile della supervisione dello spot trading e delle transazioni sugli utility token.

I security token saranno invece considerati titoli, mentre i derivati e i fondi di investimento degli “investimenti specifici“:

“L’obiettivo generale della regolamentazione non è quello di ostacolare la tecnologia o di soffocare l’innovazione, ma di creare standard che incoraggino pratiche etiche che alla fine rendano il mercato equo ed efficiente.”

Le società crypto e blockchain che organizzano Digital Asset Token Offering (DATO), Initial Coin Offering (ICO), e Security Token Offering (STO) operanti in Nigeria da prima dell’implementazione di questi nuovi regolamenti avranno tre mesi di tempo per registrarsi presso la SEC. 

Le dichiarazioni pubbliche della SEC nigeriana in merito alle criptovalute sono rare. All’inizio del 2017, la commissione ha invitato i cittadini alla cautela nell’approccio agli investimenti crypto, poiché potrebbero subire “perdite finanziarie“, non potendo usufruire della protezione da parte dell’organismo di regolamentazione.  

Tuttavia, l’interesse dei cittadini nigeriani per la criptovalute potrebbe star spingendo i regolatori nigeriani a mettere rapidamente sotto controllo questo mercato in crescita. 

Secondo Google Trends, il Paese si colloca costantemente al primo posto a livello mondiale nelle ricerche online del termine “Bitcoin”, con più del doppio del traffico del Ghana o del Sudafrica. In un report del 10 settembre, la società di analisi Blockchain Chainalysis ha riferito che Nigeria, Sudafrica e Kenya sono i Paesi leader del continente nei trasferimenti crypto mensili, per un totale di 316 milioni di dollari a giugno. Al momento della scrittura del presente articolo, la Nigeria è anche uno dei principali Paesi africani per volume di trading di Bitcoin (BTC) nonché uno degli otto Stati del continente ad ospitare un bancomat Bitcoin. 

Come riportato a luglio da Cointelegraph, Chris Maurice, CEO dell’exchange nigeriano Yellow Card, ha dichiarato:

“Il mondo crypto sta crescendo molto rapidamente in tutto il continente, ma in particolare in Nigeria, Sudafrica, Ghana e Kenya […] A questo punto, è solo una questione di tempo prima che continui ad espandersi verso l’esterno e verso il resto del continente.”

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