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la regolamentazione crypto è ancora acerba

Il presidente della Commodity Futures Trading Commission, Heath Tarbert, ospite dello LA Blockchain Summit, ha detto che la regolamentazione statunitense è in ritardo in materia di crypto e blockchain. 

In un’intervista rilasciata il 7 ottobre al noto influencer Anthony Pompliano, Tarbert ha dichiarato:

“Sono il primo a concordare con voi sul fatto che è improbabile che l’innovazione venga dal governo”.

Tarbert ha spiegato che spesso è il settore privato a guidare l’innovazione, mentre le autorità di regolamentazione hanno il compito di supervisionare tali progressi: 

“Considero il mio ruolo di regolatore in questo modo: dobbiamo innovare […] non necessariamente per compiacere la community, ma per tenere il passo.”

Sin dalla nascita del settore crypto e blockchain, avvenuta circa 11 anni fa, la regolamentazione statunitense non è riuscita a tenere il passo con un ecosistema in rapido sviluppo, e spesso ha avuto un approccio negativo al fenomeno. Un esempio sono le ICO: dopo il boom del 2017, gli organi di regolamentazione si sono opposti con forza a questo nuovo metodo di raccolta fondi e di conseguenza le vendite di token sono ormai quasi del tutto finite.

L’XRP di Ripple, che dal 2013 è uno dei principali asset crypto secondo i dati storici di CoinMarketCap, ne è un altro esempio. All’inizio del 2020 XRP ha dovuto affrontare una disputa legale in merito all’inquadramento o meno dell’asset come titolo finanziario: questo aspetto avrebbe dovuto essere chiarito anni fa.

Tarbert ha assunto il ruolo di presidente della CFTC nel luglio 2019, in un momento di significativi progressi tecnologici dopo la fine della crisi del 2008. A tal proposito ha commentato:

“È stata una buona opportunità per noi di rivedere la nostra mission”.

La CFTC ha infatti aggiornato la propria mission per “promuovere l’integrità, la resilienza e la vivacità dei mercati dei derivati statunitensi attraverso una solida regolamentazione“:

“Tra questi, la vivacità è quella più correlata all’innovazione, […] non vogliamo che i nostri mercati siano bloccati, vogliamo che continuino a svilupparsi ed essere innovativi.”

Il panorama attuale, tuttavia, appare in contrasto con questo dichiarato desiderio di innovazione. I trader statunitensi vivono ancora un momento difficile, dato che molti exchange impediscono loro di registrarsi, temendo di dover affrontare la rigida regolamentazione USA. Inoltre, il recente caso dell’exchange BitMEX dimostra che l’approccio delle forze dell’ordine è ancora molto severo.

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