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La Cina procede sempre più spedita verso la propria valuta digitale nazionale

Il Ministero del commercio cinese ha annunciato di aver intenzione di collaudare la propria Central Bank Digital Currency (CBDC) anche nell’area di Pechino, oltre che alle province di Tianjin ed Hebei.

Secondo un report del 14 agosto del Wall Street Journal, non è stata ancora resa pubblica la data ufficiale per l’espansione del programma pilota della CBDC cinese. Nonostante ciò, il Ministero ha dichiarato che il framework generale dovrebbe essere completato entro la fine del 2020.

Come riportato questa settimana da Cointelegraph, il programma pilota includerà anche la Hong Kong Greater Bay area, composta di nove città, tra cui Guangzhou, Shenzhen, Hong Kong e Macao.

Un portavoce ministeriale ha annunciato che la fase di test coprirà così la maggior parte delle zone più benestanti del Paese, oltre ad alcune aree nella Cina centrale ed occidentale, a patto che rispettino dei criteri non meglio specificati. Il compito di gestire l’iniziativa è affidato alla Banca Popolare Cinese.

Questa CBDC è conosciuta in Cina come Digital Currency Electronic Payment (DCEP): molti analisti si aspettano che sarà la prima valuta digitale nazionale a vedere la luce. Durante il mese di aprile, la Banca Popolare Cinese aveva condotto dei test con la DCEP sul sistema di trasporti della città di Suzhou, nella provincia di Jiangsu.

Inoltre, questo mese Reuters ha riportato come alcune banche statali cinesi stessero testando un wallet digitale progettato per utilizzare la DCEP su larga scala.

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