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La CFTC accusa BitMEX di aver operato illegalmente, arrestato un dirigente dell’azienda

La Commodity Futures Trading Commission (CFTC) degli Stati Uniti ha accusato il noto exchange di derivati BitMEX di aver gestito una piattaforma di trading non registrata e di aver violato le norme antiriciclaggio.

Secondo una dichiarazione rilasciata nel corso della giornata di ieri, la CFTC ha avviato misure coercitive presso il Southern District of New York contro cinque entità e tre individui, i quali possiedono e gestiscono l’exchange.

I soggetti accusati sono Arthur Hayes, il CEO di BitMEX, nonché Ben Delo e Samuel Reed. La CFTC afferma che questi individui gestiscano BitMEX tramite “un labirinto di entità aziendali“.

Le suddette entità aziendali, anch’esse imputate nel caso, sono HDR Global Trading Limited, 100x Holding Limited, ABS Global Trading Limited, Shine Effort Inc Limited e HDR Global Services (Bermuda) Limited (BitMEX).

La CFTC ha richiesto la restituzione di tutti i guadagni illeciti e il pagamento di sanzioni pecuniarie. Ha inoltre imposto divieti commerciali permanenti e ingiunzioni contro violazioni future.

La Commission ritiene che, dalla nascita della società nel 2014 a oggi, BitMEX abbia illegalmente offerto ai clienti servizi di trading con leva finanziaria per un valore nozionale di oltre 1.000 miliardi di dollari. Nonostante l’incredibile successo di tale servizio, la CFTC sottolinea che l’exchange non abbia attuato nemmeno “le procedure di compliance più basilari“: queste includono la mancata registrazione dell’azienda presso la Commission e le inadeguate procedure Know Your Customer e antiriciclaggio.

I dirigenti di BitMEX riescano fino a 5 anni di carcere

Oltre alle accuse civili, il procuratore del District of New York ha accusato Hayes, Delo, Reed e Gregory Dwyer, Head of Business Development di BitMEX, di aver violato il Bank Secrecy Act. In caso di condanna, i dirigenti potrebbero affrontare fino a cinque anni di carcere e una multa di 250.000$.

William Sweeney, Assistant Director dell’FBI, ha commentato:

“Un imputato si è persino vantato pubblicamente di una società costituita in una giurisdizione al di fuori degli Stati Uniti, perché corrompere le autorità di regolamentazione in quella giurisdizione costava quanto ‘una noce di cocco’.

Grazie al diligente lavoro degli agenti, degli analisti e dei partner della CFTC, gli imputati impareranno presto che il prezzo dei loro presunti crimini non sarà pagato con frutta tropicale, ma comporterà multe, restituzione dei fondi e galera.”

Una recente dichiarazione del Department of Justice rivela che Reed, il Chief Technology Officer di BitMEX, è stato arrestato giovedì mattina in Massachusetts. Hayes, Delo e Dwyer rimangono ancora a piede libero.

Già a luglio dello scorso anno erano emersi rapporti secondo i quali la CFTC aveva avviato un’indagine contro l’exchange, principalmente perché i cittadini statunitensi potevano comunque utilizzare la piattaforma nonostante il divieto formale. I termini di servizio di BitMEX vietano infatti ai residenti di Stati Uniti, alcune province del Canada, Cina e molti altri Paesi di utilizzare l’exchange.

La risposta di BitMEX

In un post pubblicato sul blog ufficiale dell’azienda, BitMEX ha respinto le accuse della Commodity Futures Trading Commission e del Department of Justice.

In particolare, BitMEX afferma:

“Sin dai nostri primi giorni, quando eravamo ancora una start-up, abbiamo sempre cercato di rispettare tutte le leggi statunitensi applicabili, per come erano state intese al tempo e sulla base delle indicazioni disponibili.”

L’azienda assicura inoltre che, almeno per il momento, il trading sulla piattaforma proseguirà senza alcuna interruzione.

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