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la blockchain può assicurare elezioni eque

Sadyr Japarov, primo ministro e presidente ad interim del Kirghizistan, ha proposto l’introduzione di un sistema basato su blockchain per garantire che le prossime elezioni siano eque, ripristinando così la fiducia dell’opinione pubblica nel processo democratico. Il 20 ottobre Japarov ha dichiarato ai giornalisti di Al-Jazeera: 

“Abbiamo avuto tre rivoluzioni a causa di elezioni ingiuste. Se questo dovesse ripetersi, ci saranno nuovamente disordini. D’ora in poi, tutto sarà fatto in modo equo. Mi sono consultato con la Commissione elettorale centrale e ho proposto loro di introdurre la tecnologia blockchain. Questo sistema può essere implementato in 3-6 mesi.”

Japarov era diventato presidente pro tempore del Kirghizistan il 14 ottobre, trovandosi nel mezzo di una crisi politica e sociale: le contestate elezioni parlamentari di 10 giorni prima avevano causato sanguinosi disordini.

Ex deputato e leader dell’opposizione nazionalista, Japarov (fino ai disordini post-elettorali di questo mese) stava scontando una condanna ad 11 anni e mezzo di galera per il rapimento di un governatore regionale nel 2013. È stato rilasciato dalla sede del Comitato Statale per la Sicurezza Nazionale, ove stava scontando la sua pena, durante i tumulti ed i violenti scontri seguiti alle elezioni, che la popolazione non ha riconosciuto come valide.

Japarov è stato eletto primo ministro da un parlamento monco, convocato il 7 ottobre, e successivamente la sua carica è stata confermata il 14 ottobre. La nomina è stata molto criticata, peraltro: alcuni accusano Japarov di aver utilizzato alcune frange della criminalità organizzata sue alleate per condurre intimidazioni e “comizi turbolenti” al fine di indirizzare il passaggio di potere. Il 15 ottobre, l’ex presidente in carica, lo screditato Sooronbai Jeenbekov, ha presentato le dimissioni ed è stato sostituito pro tempore da Japarov.

Da allora Japarov ha chiarito la sua intenzione di candidarsi alla presidenza, anche se la costituzione kirghisa impedisce ai presidenti ad interim di presentarsi alle elezioni: per farlo, sarebbe necessario un referendum costituzionale.

È importante notare che, sebbene la blockchain possa essere utilizzata per migliorare la fiducia del pubblico nella legittimità del sistema politico, il Kirghizistan ha già implementato tecnologie molto avanzate per organizzare elezioni eque e prevenire la contraffazione dei voti attraverso pratiche come la manipolazione delle schede elettorali. Durante la tornata elettorale di ottobre, ai cittadini è stato richiesto di farsi scannerizzare le impronte digitali prima di prendere in mano le schede, che sono state poi elaborate utilizzando uno scanner elettronico e un server.  

Gli illeciti che hanno presumibilmente compromesso le elezioni di questo mese non sono facilmente affrontabili con soluzioni tecnologiche. Sarebbero state molteplici, difatti, le irregolarità rinvenute nel procedimento di voto: alcuni politici in carica avrebbero fatto pressione sui dipendenti del governo affinché votassero secondo le loro indicazioni, altri avrebbero obbligato i cittadini di votare in determinati distretti o imposto soglie di sbarramento molto elevate, mentre altri ancora avrebbero fatto ricorso all’intimidazione o alla corruzione per spostare voti a proprio favore.

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