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la blockchain potrebbe rivoluzionare il commercio internazionale

La pressione indotta dalla crisi economica in corso, da sistemi finanziari obsoleti e da crescenti tensioni geopolitiche sta spingendo al ribasso il settore della finanza commerciale internazionale. 

Ad aggravare una situazione già critica, recentemente si sono verificati scandali finanziari che hanno coinvolto importanti player del settore come Hin Leong, ZenRock, Agritrade e Hontop Energy: complessivamente, si segnalano perdite per quasi 6 miliardi di dollari, in gran parte a carico delle banche.

Samir Neji, fondatore e CEO di una società di finanza commerciale basata su blockchain, Dltledgers, ha dichiarato che per limitare il loro fattore di rischio verso tali minacce, importanti banche come ABN Amro, Société Générale e BNP Paribas si sono ritirate completamente da questo settore, mentre altre hanno incrementato i requisiti per accedere ai loro finanziamenti. 

Neji ha detto a Cointelegraph:

“Per i commercianti e le altre imprese che spostano merci in tutto il mondo, ora è molto più arduo reperire capitali circolanti. Questo sta soffocando un settore che è già in difficoltà”.

Inoltre, Neji sostiene che, implementando la blockchain, i commercianti possono evitare le faticose pratiche burocratiche, gli scambi di e-mail e le telefonate necessarie per ottenere i finanziamenti di cui hanno bisogno. Il dirigente ha poi aggiunto che la tecnologia dei registri distribuiti può portare trasparenza al processo di esecuzione delle negoziazioni condividendo le informazioni in tempo reale.  

I trader potrebbero immettere su un registro immutabile tutti i dati, dai partecipanti allo scambio ai documenti, dalle merci ai contratti e ai pagamenti, così che, tramite un’unica piattaforma, essi possano essere tracciati e autenticati. In questo modo, sostiene Neji, le possibilità che una delle parti si comporti in modo fraudolento si ridurrebbe drasticamente, o forse scomparirebbe del tutto: 

 “Qualora le banche ritenessero meno rischiose le loro operazioni, cosa che in un sistema simile succederebbe, il trader sarebbe in una posizione molto più conveniente per attrarre finanziamenti, e in molti casi finirebbe per pagare tassi più bassi. Questo è assolutamente positivo per il settore”. 

Oltre a riconquistare la fiducia delle banche per finanziare il commercio globale, la blockchain consentirebbe ai trader di eseguire senza problemi le loro operazioni durante l’attuale situazione di pandemia. Neji ha evidenziato come il primo scambio intercontinentale di grano effettuato su blockchain, per un valore di 12 milioni di dollari, è stato condotto sulla piattaforma Dltledgers: 

“Questo è avvenuto proprio durante il periodo del lockdown […] Lo scambio è stato eseguito in cinque giorni. Al contrario, il tempo medio del ciclo di trading per questo tipo di operazione è di un mese”. 

Per quanto riguarda l’adozione della blockchain da parte degli operatori della finanza commerciale e della supply chain, Neji ha sostenuto che fosse importante smettere di parlare di blockchain ai clienti e invece mostrare loro i benefici che la tecnologia avrebbe offerto.  

Secondo il dirigente, non è importante che le persone conoscano i tecnicismi della tecnologia sottostante per poterne effettivamente trarre beneficio. Difatti, Dltledgers e le altre aziende che lavorano per incorporare la blockchain nella finanza commerciale hanno bisogno di lavorare insieme e di interagire per combattere i nemici comuni: documenti cartacei, processi obsoleti e frodi. Concludendo, Neji ha detto:

“Questo non è uno sprint, è una maratona globale. Credo che l’hype per la blockchain sparirà e che piattaforme come la nostra rimarranno semplicemente sullo sfondo, offrendo valore per mano di ingegneri esperti – probabilmente lo stesso tipo di persone che, anni fa, hanno implementato le immagini a colori nella televisione, hanno reso mobili i telefoni e hanno portato il mondo esterno nel vostro computer”. 

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