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In Africa, il numero di piccole transazioni crypto è aumentato del 55%

Sempre più africani preferiscono utilizzare criptovalute come strumento di scambio, piuttosto che le valute locali: lo rivela uno studio recentemente condotto dalla società di analisi Chainalysis.

I dati mostrano che la popolazione e i business locali fanno uso di criptovalute per evitare commissioni elevate, complicazioni normative e instabilità valutaria.

Ogni mese, vengono effettuati circa 600.000 trasferimenti di criptovalute da e verso l’Africa. Il numero di transazioni inferiori ai 10.000$ è aumentato del 55% rispetto a inizio anno, raggiungendo un valore complessivo di 316 milioni di dollari. Le nazioni che fanno maggiormente uso di criptovalute sono Nigeria, Sudafrica e Kenya.

Abolaji Odunjo, proprietario di un negozio di cellulari a Lagos, in Nigeria, ha iniziato a utilizzare Bitcoin per pagare i suoi fornitori cinesi. Durante un’intervista con Reuters, ha spiegato i motivi che lo hanno spinto ad abbandonare il denaro tradizionale:

“Bitcoin mi ha aiutato a proteggere il mio business dalla svalutazione della valuta, e al tempo stesso mi ha anche permesso di crescere.”

Odunjo ha sottolineato che Bitcoin consente di condurre affari a livello internazionale senza dover necessariamente fare uso di dollari statunitensi, sempre più costosi nella regione. Le valute di molti Paesi africani tendono a essere parecchio instabili: questo fa aumentare la domanda, e di conseguenza il prezzo, di USD. Nell’ultimo decennio il valore di alcune monete, come il rand sudafricano, si è più che dimezzato rispetto al dollaro.

Altre persone intervistate da Reuters affermano che i pagamenti in Bitcoin aiutano anche chi vive all’estero, in nazioni come Stati Uniti e Regno Unito, e desidera inviare soldi alla propria famiglia in Africa. 

Secondo uno studio condotto dalla Banca Mondiale, per effettuare una rimessa nell’Africa subsahariana bisogna pagare in media una commissione dell’8,9%: in cima alla classifica dei Paesi più costosi troviamo il Sudafrica, dove le tariffe possono raggiungere il 20%. Al contrario, con Bitcoin le commissioni sono in genere inferiori al 3%.

Il valore delle criptovalute inviate in Africa nel 2020 è destinato a superare il totale del 2019: soltanto a giugno di quest’anno infatti è stato trasferito quasi un miliardo di dollari. La Banca Mondiale segnala che nel 2019 sono stati inviati 48 miliardi di dollari in denaro tradizionale verso l’Africa subsahariana, e si prevede che quest’anno tale cifra scenderà a 37 miliardi.

Steven Msoh, collaboratore di Cointelegraph, ha provato a spiegare Bitcoin a perfetti sconosciuti a Nakuru, una città del Kenya: molti hanno accolto in maniera favorevole i vantaggi offerti da questa tecnologia.

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