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Il noto imprenditore Dick Smith potrebbe far causa al Guardian per diffamazione

L’imprenditore Dick Smith, nome molto noto in Australia, ha minacciato di intentare un’azione legale contro un importante portale d’informazione: pare che il sito ospitasse annunci pubblicitari fraudolenti, che utilizzavano illecitamente il nome e il volto di Smith per promuovere progetti crypto.

Secondo un report dell’8 ottobre di The Australian, dopo aver scoperto gli annunci, il team legale di Smith ha minacciato un procedimento per diffamazione contro The Guardian Australia.

Gli annunci pubblicitari in questione presentano dei link a presunte interviste con celebrità come Smith, che avrebbero guadagnato una fortuna investendo in criptovalute. Nel caso specifico di Smith, gli annunci promettevano di svelare modi per “fare soldi facilmente” e “diventare ricchi in pochi giorni” usando le criptovalute. 

Il multimilionario è noto in Australia per aver fondato la Dick Smith Electronics, la Australian Geographic e la Dick Smith Foods, oltre a detenere una serie di record nel campo dell’aviazione. Il suo avvocato, Mark O’Brien, ha dichiarato in merito all’incidente:

“Il signor Smith è determinato a garantire che la truffa delle crypto si concluda prontamente, una volta per tutte.

Anche se riconosciamo che The Guardian Australia elimina le pubblicità fraudolente una volta segnalate, ciò non impedisce ai lettori australiani di essere colpiti da questa prolifica truffa.”

Il team legale di Smith ha dichiarato che inizierà un “procedimento per diffamazione” se non riceverà una risposta soddisfacente entro 14 giorni. Stanno facendo pressioni affinché il giornale si assicuri che i suoi algoritmi pubblicitari siano aggiornati, in modo da evitare che tali annunci appaiano nuovamente sul sito web di The Guardian Australia.

Gli annunci online che promuovono progetti crypto fraudolenti sono costati agli utenti milioni di dollari, e le piattaforme di hosting spesso sembrano impotenti. L’uso di false sponsorizzazioni da parte di figure molto note è diventato endemico negli ultimi due anni: si veda l’esempio del miliardario olandese John de Mol, creatore del Grande Fratello, del presidente colombiano Ivan Duque e dell’attore Hugh Jackman.

Nel 2019, John de Mol ha citato in giudizio Facebook in merito a tali annunci, sostenendo che siano stati utilizzati per sottrarre agli utenti oltre 1,9 milioni di dollari. Nello stesso anno, l’esperto di finanza britannico Martin Lewis ha raggiunto un accordo stragiudiziale in una causa simile con il gigante dei social media. Nel 2020, però, la sua immagine è stata nuovamente utilizzata per frodare degli ignari utenti di Instagram.

Nel caso di Smith, la pubblicità di The Guardian Australia è stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. A luglio, la ABC aveva riferito che già da lungo tempo l’imprenditore segnala queste finte pubblicità alle forze dell’ordine, ma gli era stato detto che erano “praticamente impossibili da fermare“.

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