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Il Dipartimento di Giustizia americano ha avviato un’indagine antitrust su Visa

Il Department of Justice degli Stati Uniti (DoJ) ha recentemente ufficializzato l’apertura di un’indagine sull’acquisizione ancora in corso da parte di Visa della società fintech Plaid.

Un comunicato stampa del DoJ, pubblicato martedì, riferisce:

“Oggi, il Department of Justice ha presentato una petizione innanzi alla Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto del Massachusetts, al fine di imporre a Bain & Company di conformarsi con la Civil Investigative Demand (CID) emanata del dipartimento”. 

In sostanza, le autorità statunitensi hanno intrapreso un’azione legale per ottenere delle informazioni dal gigante della consulenza Bain & Company in merito all’acquisizione di Plaid da parte di Visa:

“L’11 giugno 2020, [il DoJ] ha emesso un CID nei confronti di Bain: richiede alla società di rispondere alle nostre domande e di produrre materiale, inclusi documenti che discutano la strategia dei prezzi di Visa e la concorrenza contro altre carte di debito, in quanto potrebbero essere importanti per l’analisi degli effetti dell’acquisizione proposta. […]

La petizione sostiene che Bain si è rifiutata di produrre questi documenti, rivendicando una apparentemente generale confidenzialità su quasi tutto il materiale.”

In data 13 gennaio, Visa ha presentato la sua proposta di acquisizione a Plaid, pari a 5,3 miliardi di dollari. La vita finanziaria dei cittadini richiede spesso una serie di applicazioni o piattaforme, innumerevoli transazioni e informazioni isolate: Plaid mirava a colmare il divario tra queste piattaforme e le informazioni in esse contenute.

Nella dichiarazione del DoJ inoltre si legge:

“[…] Bain, una società di consulenza, ha trattenuto importanti documenti richiesti dal CID, rivendicando privilegi di confidenzialità non supportati, ostacolando così l’indagine della Divisione Antitrust”. 

Makan Delrahim, legale della Divisione Antitrust, ha sottolineato l’importanza che le società terze (Bain, in questo caso) forniscano informazioni pertinenti alle autorità; secondo lui, “troppo spesso i terzi cercano di ignorare queste richieste“. 

L’azione intrapresa dal DoJ intende responsabilizzare Bain, mantenendola in linea con le imposizioni normative e cercando al tempo stesso di ottenere dettagli urgenti ai fini delle indagini. 

Dall’inizio di quest’anno, dopo l’annuncio dell’acquisizione, Plaid ha già dovuto affrontare due cause: la prima è stata intentata a giugno, secondo cui la società utilizzava le informazioni dei clienti per il proprio tornaconto. La seconda, invece, risale a luglio: si tratta di una class action avente ad oggetto una supposta violazione dei requisiti di privacy dell’azienda.

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