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i wallet fisici di BTC devono ancora migliorare molto

Jameson Lopp, co-fondatore e CTO della società di custodia crypto Casa, ha pubblicato il 13 settembre un post sul blog della società, riportando i risultati di vari performance test condotti su hardware wallet multisig per Bitcoin.

Il report mostra che i crypto wallet fisici sono in grado di gestire bene transazioni piccole e semplici, tuttavia incontrano delle difficoltà se le transazioni diventano complicate.

Lopp ha sottolineato che, sebbene la sua azienda non abbia alcun controllo sui dispositivi hardware, l’obiettivo finale è quello di supportare qualsiasi prodotto. Il CTO ha pertanto deciso di condurre una ricerca al fine aiutare i fornitori di software multisig a comprendere meglio i limiti dell’hardware, così da poter migliorare il codice e incrementare le prestazioni.

Casa è attualmente compatibile con sei wallet fisici, tra cui Trezor, Ledger, Coinkite e Coldcard. Il test è stato effettuato su tutti i dispositivi hardware ufficialmente supportati e anche su BitBox. 

Lopp ha impostato il test sfruttando la appimage 4.0.2 di Electrum su Debian Linux e ha creato molteplici wallet multisig P2WSH (nativi SegWit) che utilizzano la testnet di Bitcoin, con i dispositivi hardware collegati via USB. In ogni wallet c’era un deposito di 100 UTXO. 

Lopp ha predisposto una serie di test per valutare le prestazioni dell’hardware quando firma transazioni multisig di varia complessità. Ha ripetuto questi test varie volte, concludendo che la cosa migliore sarebbe che l’hardware mostrasse indicatori di progresso per il caricamento e la firma. Infine, Lopp ha dichiarato:  

“Sono giunto alla seguente conclusione: un hardware che non mostra un indicatore di progresso per il caricamento e la firma della transazione non mi piace molto. Per questo motivo, preferisco nettamente Coldcard e Trezor. BitBox e Ledger sono ansiogeni da questo punto di vista, perché non puoi renderti conto se stiano facendo qualcosa.”

Con riguardo alle limitazioni correlate alle dimensioni delle transazioni, Lopp ha suggerito che gli hardware wallet potrebbero tentare di suddividere un trasferimento in più operazioni più piccole.  

Quando il processo di transazione richiede troppo tempo, infatti, alcuni dispositivi si bloccano automaticamente, come se fossero inattivi. Lopp suggerisce che il minimo che i produttori di dispositivi potrebbero fare per evitare tale inconveniente è disabilitare il timeout di blocco dello schermo mentre il dispositivo sta ancora lavorando sulla transazione.  

Secondo Lopp, i dispositivi hardware dovrebbero anche supportare Partially Signed Bitcoin Transaction (PSBT) e tutte le possibili transazioni multisig valide:  

“Credo sia giunto il momento che i produttori di hardware comincino ad agire da fornitori di piattaforme, assicurandosi di fornire soluzioni robuste che possano essere utilizzate per costruire un’ampia varietà di progetti”

Secondo Lopp, il processo di firma di una transazione Bitcoin da parte di un hardware wallet presenta due fasi distinte:

“In primo luogo, la transazione viene caricata sul dispositivo, che analizza i dettagli e li visualizza sullo schermo per la conferma dell’utente. Questi dettagli sono generalmente l’indirizzo (o gli indirizzi) a cui vengono inviati i fondi, l’importo (o gli importi) e le fee che vengono pagate. Quindi, alla conferma dell’utente, il dispositivo firma ogni transazione inserita e poi restituisce la transazione firmata al software del wallet.”

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