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Grazie allo staking, su Cardano stanno già nascendo nuove imprese

Aparna Jue, product director di IOHK, la società che sviluppa Cardano (ADA), ha discusso dell’attuale fase di sviluppo del prodotto in una recente intervista con Cointelegraph, sostenendo che la piattaforma sia molto più che un wallet.

Cardano ha recentemente rilasciato l’aggiornamento Shelley, inaugurando una nuova era di decentralizzazione con l’introduzione delle staking pool, anche se la piattaforma non supporta ancora gli smart contract o un modulo di governance decentralizzata. Sebbe Charles Hoskinson abbia promesso che gli smart contract saranno implementati prima della fine del 2020, Jue ritiene che Cardano sia un grande successo anche allo stato attuale. Difatti, il progetto sta già contribuendo alla gig economy e i pool operator stanno creando delle imprese basate sulle staking pool:

“Potrebbe essere il futuro: gestire un protocollo Proof-of-Stake da casa propria, ottenendo delle ricompense. Moltissimi dei nostri pool operator stanno facendo proprio questo, nel tentativo di creare nuove imprese. Per me, questo testimonia chiaramente il successo di Cardano come sistema Proof-of-Stake.”

Jue sostiene comunque che, oltre a lavorare sul codice per l’upgrade “Goguen”, vi siano altre attività da svolgere. Una di queste è aiutare la community degli sviluppatori che intendono creare applicazioni decentralizzate con Plutus, un linguaggio basato su Haskell utilizzato dagli smart contract di Cardano:

“Se non comprendiamo come e con quali strumenti programma la community e mettiamo semplicemente delle funzionalità on-chain, coinvolgeremo solo una piccola percentuale di sviluppatori esperti. Vogliamo invece che questa piattaforma venga utilizzata da tante persone.”

Non è stata ancora annunciata una data ufficiale per il lancio Goguen, ma secondo Hoskinson l’update verrà distribuito nel 2020.

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