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gli investitori a lungo termine continuano a HODLare, nonostante il market cap a 13 cifre

L’offerta liquida di Bitcoin continua a diminuire: negli ultimi sei mesi, solo il 36% dei BTC circolanti è stato spostato on-chain.

Secondo i dati di Glassnode, nei sei mesi precedenti al picco del bull market del 2017 circa il 50% dell’offerta di Bitcoin era stato spostato sul network:

“Nei bull market, le vecchie monete tendono a muoversi di più. Questo incrementa l’offerta relativa di monete più giovani nel network.

Durante i precedenti massimi, circa il 50% dell’offerta di Bitcoin era più giovane di sei mesi. Attualmente ci troviamo molto al di sotto di tale livello (36%).”

I dati di Glassnode mostrano pertanto che gli investitori a lungo termine non sono ancora disposti a vendere ai prezzi correnti; in altre parole, le whale di Bitcoin prevedono che il trend rialzista è ancora ben lontano dalla sua conclusione.

Il confronto dell’età dei Bitcoin spostati on-chain può fornire qualche indizio sul sentiment complessivo del mercato. Quando i prezzi raggiungono nuovi picchi, è naturale che le monete più vecchie vengano vendute per profitto: questo trend è tuttavia in diminuzione, suggerendo che gli investitori preferiscono continuare a detenere i propri asset.

L’attuale offerta di BTC è pari a 18,66 milioni di monete, ovvero l’88,85% del limite massimo di 21 milioni. Si stima tuttavia che circa un quinto di tutti i BTC sia andato perduto: l’effettiva offerta circolante potrebbe essere notevolmente inferiore, rendendo l’asset più scarso di quanto suggeriscano i dati.

Il noto analista crypto Willy Woo ha condiviso i dati di Glassnode su Twitter, evidenziando una forte attività on-chain mentre il market cap di Bitcoin si trova sopra i 1.000 miliardi di dollari: in un momento in cui l’asset vantava una capitalizzazione a 13 cifre, gli utenti del network hanno scambiato il 7,3% dell’offerta di BTC.

La UTXO Realized Price Distribution (URPD) tiene traccia degli output di transazione non spesi a vari livelli di prezzo. Woo ha sottolineato:

“Si tratta di una solida conferma del prezzo: 1.000 miliardi di dollari viene già fortemente supportato dagli investitori. Direi che c’è una buona possibilità che non vedremo mai più Bitcoin sotto i 1.000 miliardi.

La URPD permette di esaminare la price discovery, mostrando il prezzo delle monete l’ultima volta che sono state spostate, supponendo che siano state acquistate da investitori.”

Woo ha comunque spiegato che i movimenti on-chain non sempre indicano trading attivo: spesso gli exchange spostano i propri asset digitali internamente.



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