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Ecco come i trader professionisti utilizzano le opzioni per trarre profitto dalle correzioni di Bitcoin

Sembra che Bitcoin (BTC) stia faticando a oltrepassare il muro dei 58.000$: alcuni trader temono che potremmo presto assistere a una correzione più significativa.

Sebbene le prestazioni di Bitcoin nel 2021 siano state incredibili, una potenziale sovraestensione del prezzo e alcuni commenti rilasciati da Janet Yellen — il nuovo Segretario al Tesoro degli Stati Uniti — secondo la quale le criptovalute vengono usate per finanziare atti terroristici, potrebbero spingere alcuni investitori alla vendita.

I trader possono limitare la propria esposizione a un determinato asset semplicemente vendendolo; un altro modo per gestire il rischio è tramite l’utilizzo di opzioni. Acquistare opzioni put (ovvero di vendita) è il modo più semplice, ma può essere una scelta piuttosto costosa data l’attuale volatilità.

Per esempio, un’opzione put con scadenza al 26 marzo e con uno strike di 56.000$ viene attualmente scambiata per 5.300$: il suo detentore trarrebbe profitto solo se fra un mese BTC scivolasse sotto i 50.700$. Il costo di un’opzione dipende dal numero di giorni rimanenti alla scadenza, dalla volatilità implicita dell’asset e dalle probabilità secondo i trader che il prezzo possa oscillare in maniera significativa.

Usando opzioni call (acquisto) e put (vendita), un trader può creare strategie volte a ridurre i rischi. Le possibilità sono infinite, ma per ora concentriamoci su opzioni ribassiste a basso costo.

Put protettivi possono generare profitti in caso di contrazione

Questa strategia ribassista consiste nell’acquistare put protettivi per trarre profitto da eventuali contrazioni, e contemporaneamente vendere opzioni call a strike più alti. Questa operazione aggiuntiva mira a coprire il costo dell’opzione put, ma potrebbe portare a delle perdite nel caso in cui BTC superasse una certa soglia.

Stima dei profitti e delle perdite. Fonte: Deribit Position Builder

Questo trade consiste nel comprare un’opzione put con scadenza il 26 marzo e con uno strike a 56.000$, e nel frattempo vendere un’opzione call con strike a 64.000$

Come mostra la stima riportata qui sopra, il risultato finale tra 56.000$ e 64.000$ è neutro: con questa strategia, il trader non subirebbe alcuna perdita ma non trarrebbe alcun profitto. D’altra parte se il prezzo di BTC scendesse sotto i 46.000$, ovvero di oltre il 20% a partire da quota 57.500$, il titolare del contratto trarrebbe un profitto di 10.200$.

Affinché il trader incorra in una perdita di 5.000$, Bitcoin dovrebbe raggiungere un prezzo di almeno 69.000$ in data 26 marzo, ovvero una crescita del 20% rispetto ai livelli attuali. Pertanto, anche se si tratta di una strategia ribassista, i trader subirebbero perdite solo nel caso in cui il prezzo superi i 64.000$.

Questa strategia fornisce un buon fattore risk-reward per chi è alla ricerca di una protezione contro i rischi. Inoltre non è previsto alcun investimento iniziale per questi trade, a parte i requisiti di margine o il deposito di collaterale.

I punti di vista, i pensieri e le opinioni espressi in questo articolo appartengono unicamente all’autore e non riflettono necessariamente i punti di vista e le opinioni di Cointelegraph.



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