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Cercare di soffocare la crittografia è una perdita di tempo, suggerisce il CSO di Status

Corey Petty, Chief Security Officer presso il servizio di messaggistica Status, ha spiegato a Cointelegraph che a suo avviso non c’è modo di coniugare la crittografia end-to-end con il genere di accesso backdoor per cui le forze dell’ordine continuano a fare pressioni. Inoltre, crede che qualsiasi misura proibitiva o restrittiva si rivelerà inutile, in quanto la crittografia è una risorsa abbondante e facilmente accessibile, a differenza dell’energia nucleare:

“Prendendo come esempio il controllo nucleare in tutto il mondo, e il successo che ha ottenuto nell’impedire che ci distruggessimo da soli, siamo stati in grado di farlo perché sviluppare armi nucleari è molto difficile e dipende da processi di chimica avanzata con risorse limitate e rare sulla terra. Puoi controllare questo genere di cose.”

Ha ammesso che i governi potrebbero forse applicare le politiche desiderate contro una compagnia centralizzata all’interno di una giurisdizione specifica, precisando però:

“Questo non riuscirà comunque a impedire alle persone motivate a fare cose brutte di creare mezzi propri basati su tecnologie standard disponibili come open-source.”

Petty ha dichiarato che Status sta cercando di organizzarsi in modo da essere resistente alle pressioni governative. L’obiettivo finale è continuare a sviluppare il progetto senza la necessità di un team centrale.

Da un punto di vista tecnologico, Status è generalmente considerato un protocollo decentralizzato. Nonostante ciò, si basa ancora su oligopolisti come Google e Apple per raggiungere i suoi utenti finali e, come abbiamo visto di recente con Huawei, TikTok e WeChat, il governo statunitense può costringere tali società ad appoggiare il suo programma politico. La quantità di potere nelle mani dei suddetti gatekeeper ha spinto Telegram a presentare una segnalazione all’antitrust dell’Unione Europea contro l’App Store di Apple.

Petty ha riconosciuto che le applicazioni decentralizzate restano vulnerabili a queste limitazioni societarie, ma ha spiegato come il progetto sta “esaminando attivamente mezzi di distribuzione alternativi per il software.” Una beta dell’applicazione desktop di Status è stata rilasciata di recente per tutti i principali sistemi operativi. Petty ha rivelato che Status sta anche lavorando a un proprio app store, aggiungendo che sperano di avere un proof-of-concept, o POC, per questo progetto disponibile entro la fine dell’anno:

“Avremo un POC, probabilmente entro la fine dell’anno, per una distribuzione di app rudimentale in alcuni dei nostri servizi, come l’applicazione desktop e l’app su Android. Preparerà il terreno per una più ampia distribuzione di app store per Status e potenzialmente altre grandi applicazioni distribuite che vogliono un posto sulla nostra piattaforma.”

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