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Bitmonds, i diamanti ora si “estraggono” su EOS- The Cryptonomist

In un comunicato stampa Vanilla Rocket, azienda del progetto Bitmonds, ha annunciato di star ultimando la migrazione dei propri NFT (Non Fungible Token) dalla blockchain di Ethereum a quella di EOS.

La decisione di cambiare blockchain sarebbe stata causata dagli alti costi delle fee di Ethereum.

I Bitmonds sono dei diamanti digitali 3D unici che l’utente, oltre a creare, può anche virtualmente indossare grazie ad un’app disponibile su iOS e su Android.

Il progetto era stato lanciato diversi anni fa e la sua collezione vanta già 45mila pezzi unici che sono stati creati dagli utenti di ben 46 nazionalità diverse. Chiunque può crearsi il suo diamante – generato in modo casuale, sia per purezza che per colore con combinazioni quindi sempre diverse e mai doppie.

Come detto, questo progetto fu lanciato anni fa sulla blockchain di Ethereum, che ai tempi garantiva un buon compromesso tra velocità ed economicità delle transazioni, ma negli ultimi mesi, anche per l’espandersi della finanza decentralizzata (DeFi), la rete di Ethereum è congestionata a tal punto da richiedere cifre enormi per delle semplici transazioni, maggiori anche rispetto ai sistemi tradizionali, come ha spiegato il CEO di Vanilla Rockets, Norberto Rossi:

“La situazione di congestione della rete Ethereum, in seguito all’ingresso di molte DeFi e le comunicazioni non proprio confortanti sui tempi di passaggio e stabilizzazione del protocollo PoS, ci hanno portato a valutare questo passaggio. Purtroppo la rete Ethereum non rappresentava più una soluzione valida per progetti dedicati al mass market, con un alto numero di transazioni di valore basso. Sembra invece ormai chiaro, non solo a noi, come EOS.IO rappresenti uno dei terreni più fertili per nuovi progetti consumer e per portare la tecnologia blockchain nella vita quotidiana di tutti noi, obiettivo alla base della vision della nostra azienda”.

Bitmonds su EOS

Ed è qui che EOS è entrata in gioco ed è proprio su questa blockchain che sono stati migrati questi diamanti digitali.

Su EOS infatti non ci sono costi per effettuare le transazioni, in quanto l’utente deve solo bloccare un po’ di risorse nel proprio account, cosa che non è nemmeno necessaria se pensiamo a diversi wallet che offrono transazioni gratuite, come il wallet Anchor.

Non dimentichiamo che da anni la blockchain di EOS primeggia nella classifica del CCID (China Electronics Information Industry Development Research Institute) e solo poche settimane fa la stessa Google Cloud ha annunciato che diventerà un BP attivo su questa blockchain, fornendo tutto il supporto necessario e una potenza praticamente infinita.

Questa migrazione di Bitmonds è stata dettata soprattutto dal ritardo che sta avendo il nuovo ETH 2.0, il cui completamento avverrà nel corso di diversi anni.




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