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Bitcoin colmerà il cosiddetto CME gap?

Il cosiddetto “CME gap” per bitcoin non è altro che la differenza tra il prezzo di BTC e quello dei future del CME. 

Infatti fin da dicembre 2017 sulla borsa di Chicago (Chicago Mercantile Exchange) sono scambiati contratti future su bitcoin. 

Sono future in dollari riguardanti bitcoin, ma mentre gli scambi diretti di bitcoin in dollari avvengono tutti i giorni, 7 giorni su 7, 24 ore al giorno, quelli dei future sul CME avvengono solo durante i giorni lavorativi, ovvero 5 giorni su 7, e solamente durante le ora di apertura della borsa. 

A volte pertanto capita che il prezzo di bitcoin in dollari si discosti anche significativamente da quello dei future, soprattutto durante i week-end. Quando questa differenza si fa molto ampia si parla di “CME gap”, ovvero di un divario che solitamente deve essere colmato. 

Probabilmente il più celebre di questi divari si formò a settembre 2020, quando i future indicavano una discesa del prezzo fino a livelli inferiori ai 10.000$, mentre invece i prezzi reali rimasero sempre superiori a questa cifra. 

Da allora si è sentito parlare spesso dell’ipotetica necessità di andare a “colmare il CME gap”, ma in realtà i prezzi non sono mai più scesi sotto quota 10.000$. In altre parole quel gap accumulatosi in particolare nel week-end del 5 e 6 settembre non fu mai recuperato. 

L’ultimo CME gap su Bitcoin

Nel week-end appena terminato, con il prezzo salito ben oltre i 57.000$ di venerdì, si era formato un gap, visto che i prezzi dei contratti future erano rimasti proprio attorno a quota 57.000$, mentre il prezzo era salito ben oltre i 60.000$. 

Questo gap oggi è stato colmato, con il prezzo tornato anche sotto quota 57.000$. 

Invece per quanto concerne il gap di settembre, ormai non ha più alcun senso cercare di capire se possa essere colmato oppure no, perchè praticamente è come se appartenesse ad un’epoca ormai passata, e forse finita, del percorso di Bitcoin. 

Oltretutto bisogna ricordare che già anche prima dell’halving di maggio 2020, e prima ancora del crollo dei mercati finanziari di marzo 2020, il prezzo di BTC era salito oltre i 10.000$, ed anche dopo il crollo e dopo l’halving, ma prima di settembre 2020, era già anche risalito sopra quella cifra. 

Pertanto la fatidica soglia dei 10.000$ ormai sembra davvero solo acqua passata, sebbene in teoria non c’è nulla che garantisca che il prezzo di bitcoin non possa tornare sotto quella cifra. 

Il fatto però che l’ultimo CME gap, formatosi durante l’ultimo week-end, sia stato colmato, probabilmente azzera del tutto la necessità di colmare eventuali altri gap ancora più vecchi. 




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